Sarebbe rimasta sconvolta da un aborto avuto di recente. Questo il movente che avrebbe spinto una donna di 33 anni di nazionalità ecuadoriana, ha tentare di rapire un neonato di soli dieci giorni, dall'interno del reparto di neonatologia della clinica Mangiagalli di Milano. Lo avrebbe detto ad un'ostetrica, che avrebbe poi rivelato la confidenza agli investigatori. Una circostanza che gli inquirenti stanno verificando.

La donna, residente con il marito a Mediglia, comune dell'hinterland Milanese, intanto rimane in carcere con l'accusa di sequestro di persona e sottrazione di persona incapace. Fermata all'interno della clinica dopo l'allarme lanciato dalla mamma della bambina, non è riuscita neanche ad uscire dalla struttura sanitaria. Ora si attende l'interrogatorio di garanzia, e il Gip dovrà decidere se confermare o meno la detenzione per la 33enne, valutando anche il suo stato di saluto psichico.