È morto all’interno del suo camper, diventato bollente per il caldo. A ritrovare il cadavere un’amica, che lo ha trovato rannicchiato sul letto. Mario è morto all’interno di quella che era la sua casa, un camper di quasi 40 anni fa parcheggiato a viale Ungheria, stroncato da un infarto. L’uomo trovato morto sabato aveva fatto lo chef in India, paese in cui aveva passato l’infanzia.

Mario aveva deciso di tornare in India, dopo l’infanzia, nel 1993: lì ha fatto lo chef in ristoranti stellati e, come ricordano gli amici “era stato incoronato terzo chef migliore di tutta l’India”. Gli stessi amici raccontano al Giorno che dal suo ristorante italiano in India erano passati tutti i vip, anche internazionali, oltre a politici italiani e locali. Nel racconto degli amici c’è poi il motivo che lo ha portato a lasciare l’India: “Parlava della polizia indiana e della mafia che gli avevano bruciato casa e gli dicevano di andarsene se non voleva essere accusato di omicidio”. Da lì avrebbe deciso di tornare in Abruzzo con la moglie Sonja nel 2008.

Dopo il terremoto del 2009, Mario si è trasferito a Milano a bordo del suo camper, cui aveva dato anche un nome: Romeo. La vittima aveva tre figli avuti da due mogli diverse e serviva alla mensa dei poveri, faceva il volontario per la Croce rossa. Era stato un tossico e proprio al Sert aveva conosciuto Daniela, la sua amica che l’ha ritrovato morto nel camper in viale Ungheria. "Gli ho sentito il polso, niente – racconta Daniela – Poi ho avvicinato la testa sul petto: ho ascoltato il cuore battere. Ma i soccorritori mi hanno detto che quel che sentivo, in realtà, era l’eco del mio".