È stato aggredito da un ubriaco al parco e ha perso l'uso di un occhio. Ma dopo il ricovero, anziché ricevere giustizia per l'aggressione, da lui denunciata, ha ricevuto un provvedimento di espulsione dall'Italia. Protagonista dell'episodio, denunciato dal Naga (onlus che si occupa da 30 anni dei diritti dei migranti), un ragazzo salvadoregno di 22 anni, irregolare in Italia.

Il giovane era al Parco Lambro di Milano quando è stato aggredito da un uomo, probabilmente ubriaco, che lo ha colpito con una bottiglia di vetro rotta. Il risultato dell'aggressione è stato un intervento d’urgenza all'occhio sinistro, di cui ha perso l'uso. Quando, dopo cinque giorni di ricovero, il ragazzo doveva essere dimesso, due agenti della questura di sono presentati al suo capezzale, minacciando di condurlo direttamente dall'ospedale alla Questura, non avendo lui il passaporto sottomano: "Solo grazie al fatto che avesse sul cellulare una fotografia del documento – spiegano dal Naga – il trasporto in Questura è stato evitato".

Ma le disavventure per il 22enne non sono finite qui. Il ragazzo, una volta uscito dall'ospedale, si è infatti presentato in questura per denunciare l'aggressione subita. In via Fatebenefratelli, però, gli è stato notificato l'ordine di espulsione (con accompagnamento coatto) e gli è stato ritirato il passaporto. E così adesso il ragazzo rischia non solo di non avere giustizia (il suo aggressore non è ancora stato individuato, e rischia di fare male ad altre persone), ma anche di non poter proseguire il suo percorso di cura, già fissato dall'ospedale San Raffaele. E, come se non bastasse, il 22enne rischia di non ricevere alcun risarcimento per le gravi lesioni subite: "Questa è la legge ma questa non è la giustizia – scrivono dal Naga – La cosa è talmente evidente che non ci sembra necessario aggiungere altro se non la nostra tristezza e preoccupazione per le condizioni del ragazzo. Il servizio legale del Naga si è attivato per seguire il caso e perché il ragazzo possa, almeno, proseguire le cure, nel tentativo di ristabilire un minimo non di giustizia, ma di decenza". Ad assistere il ragazzo è l'avvocato Eugenio Losco, che probabilmente presenterà ricorso al giudice di pace contro il provvedimento di espulsione.