Due importanti novità nel panorama della mobilità in condivisione a Milano. A luglio debuttano le biciclette del bike sharing nel sistema "free floating", cioè senza postazioni fisse di prelievo e consegna. Mentre a settembre, come anticipato dal quotidiano "La Repubblica", farà il suo debutto un servizio di scooter sharing completamente elettrico, che andrà a colmare il vuoto lasciato dalla chiusura del servizio di scooter sharing Enjoy, in programma l'1 luglio.

Bike sharing in free floating: sperimentazione per tre anni

Le due novità faranno felici i cittadini (tanti) che utilizzano i mezzi in condivisione per spostarsi a Milano, al posto (o integrando) auto e altri mezzi privati. Palazzo Marino ha definito le caratteristiche che dovrà avere il servizio: dovrà essere assicurato 24 ore su 24 tutti i giorni per la durata complessiva della sperimentazione, le biciclette in servizio non potranno essere meno del 90% della flotta disponibile composta da un minimo di 1.000 e da un massimo di 4.000 veicoli per operatore e devono essere disponibili su tutto il territorio di Milano secondo la modalità “one way”, ovvero la possibilità di rilasciare la bicicletta in un punto diverso da quello di prelievo.

Gli operatori che rispetteranno queste regole potranno partecipare alla manifestazione di interesse che sarà pubblicata nei prossimi giorni sul sito del Comune, dando il via alla sperimentazione di tre anni per una flotta massima complessiva di tutti gli operatori di 12mila biciclette. Ogni 5 del mese una commissione di valutazione prenderà in esame le richieste pervenute dalle aziende interessate e già il 5 luglio sarà possibile avere i primi operatori.

Come funzionerà il servizio.

Il sistema di gestione sarà completamente automatizzato per l’utente che visualizzerà le biciclette disponibili, potrà prenotarle, sbloccarle/bloccarle, pagare e segnalare guasti tramite una applicazione per smartphone. La bicicletta avrà un sistema GPS integrato per la localizzazione durante l’utilizzo e, in caso di furto, un sistema di bloccaggio/sbloccaggio attivabile da remoto tramite app concepito in modo che la bicicletta possa essere parcheggiata senza essere legata a un supporto. Il mezzo potrà essere utilizzato senza limiti di tempo.

Queste le caratteristiche delle bici: devono pesare al massimo 30 chili, avere un telaio resistente all’uso intensivo e alle intemperie ed essere riconoscibili rispetto alle biciclette commerciali e di altri servizi analoghi con, ben visibile, il logo del Comune di Milano. La bicicletta deve essere dotata di cambio con almeno 3 velocità, faro anteriore e posteriore che si accende in automatico all’avvio del noleggio e almeno 3 minuti dopo la chiusura, catarifrangenti sui pedali e sul parafango posteriore e un sistema di segnalazione acustica sul manubrio dove deve trovare posto anche il cestino. Completano la dotazione pedali antiscivolo, parafanghi, freni “v-brake”, a tamburo oppure a disco, e un cavalletto. Le bici potranno essere anche elettriche.

Da settembre il primo scooter sharing elettrico.

E in tema di energia elettrica, da settembre è stato annunciato anche l'arrivo del servizio MiMoto. Una flotta di motorini "puliti", senza stazioni fisse di prelievo, a disposizione degli abbonati al servizio. Si tratta di un'idea italiana – una start up fondata da Alessandro Vincenti, Vittorio Muratore e Gianluca Iorio – che utilizza motorini italiani: gli scooter della Askoll, di colore giallo Milano. I motorini avranno un'autonomia di circa 80 chilometri: la batteria verrà sostituita dagli addetti ai lavori quando dovrà essere ricaricata. Non si conosce ancora la tariffa, mentre il funzionamento del servizio sarà simile agli altri car e scooter sharing: tramite un'applicazione si troverà il mezzo più vicino, lo si potrà aprire e accendere senza chiavi. Gli scooter potranno essere prelevati e posteggiati ovunque (rispettando naturalmente i divieti) all'interno dell'area operativa, che dovrebbe coincidere con la circonvallazione esterna.