Si terrà il 22 ottobre il referendum consultivo per chiedere maggiore autonomia per la Regione Lombardia. Lo ha annunciato oggi il governatore Roberto Maroni al termine della riunione della giunta, che si è tenuta a Bergamo. Nella stessa data si voterà anche in Veneto. L'annuncio arriva dopo le parole di ieri di Maroni, che aveva anticipato che il referendum si sarebbe tenuto a ottobre.

La consultazione era stata approvata due anni fa dal Consiglio regionale lombardo. Ai cittadini lombardi si chiederà se siano d'accordo con la richiesta allo Stato di "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione". Il tutto comunque "nel quadro dell'unità nazionale": la vecchia idea leghista della "secessione", insomma, non c'entra nulla.

Per la prima volta si voterà con il voto elettronico: una condizione che, tra le altre, aveva spinto il Movimento 5 stelle a votare a favore del referendum. È sempre stato contrario, invece, il partito democratico, che contesta i costi della consultazione (stimati in 46 milioni di euro) e la sua utilità: "Maroni vuole passare alla storia come il presidente della Lombardia che ha speso 46 milioni di euro per fare una cosa che si può fare gratis. Il referendum consultivo serve per avviare il percorso costituzionale per trasferire alla Lombardia maggiori competenze, cioè serve per indire una riunione a Roma", ha detto ieri il segretario regionale dei democratici, Alessandro Alfieri.