"Non riusciamo ancora a pensare al domani, ma quel che è certo è che ora dobbiamo vivere per Pietro". Sono queste le parole di Roberto Mondini Anna Cavicchioli, i nonni materni del piccolo Michele Pozzi, morto lo scorso mercoledì, 30 agosto, a soli 3 anni, soffocato da un pomodorino che aveva colto nell'orto di casa. La coppia, parlando al quotidiano La Gazzetta di Mantova, ha ricordato gli attimi immediatamente successivi alla tragedia che ha colpito la loro famiglia, ed in particolare il fratellino della vittima, Pietro. "Quei due erano molto legati – hanno detto -, inseparabili. Sempre insieme a giocare. Dove stava uno c'era l’altro".

Per questo, hanno atteso un po' prima di dirgli che Michele non ce l'ha fatta. "Mercoledì sera non gli abbiamo detto nulla, non abbiamo avuto il coraggio – hanno confessato -. Poi la psicologa che era all'ospedale Poma ci ha suggerito di farlo il prima possibile. Così mamma e papà lo hanno preso da parte e gliel'hanno spiegato. Non so come hanno trovato la forza. Passati questi giorni, tutti i nostri pensieri e il nostro amore dovranno essere per lui. È per questo bambino che dobbiamo andare avanti". I nonni si stavano recando a casa della figlia e della sua famiglia per fare visita si bambini dopo essere tornati dalla vacanze quando si è consumato l'incidente.

"Da lontano ho pensato ad un incidente – ha ricordato nonno Roberto alla vista dell'ambulanza – e mentre ci avvicinavamo ho capito che era davanti alla casa dei ragazzi. Ho visto mia figlia, il marito, e poi un bimbo a terra. Ho capito che era Michele". Il piccolo, nonostante i soccorsi, è morto dopo aver inghiottito un pomodorino ciliegino che aveva appena raccolto nell'orto di casa. Non è riuscito a masticarlo ed è così scivolato nella trachea, soffocandolo. Trasportato in fin di vita all'ospedale Poma di Mantova, è deceduto poco dopo per un arresto cardiocircolatorio causato da asfissia. La procura ha già dato il nulla osta per i funerali che si terranno il prossimo sabato, 2 settembre.