La Lombardia avrà il suo referendum per chiedere allo Stato maggiore autonomia. Il Consiglio della Regione Lombardia ha approvato la consultazione nella seduta di martedì 17 febbraio: sui 79 aventi diritto al voto i sì sono stati 58, compresi, come già anticipato, quelli del M5S, mentre i no sono stati 20. Un solo astenuto, mentre l'esponente del Pd Corrado Tomasi ha votato a favore. Dal quesito approvato è scomparsa la richiesta dello "statuto speciale", con cui era partita la Lega. Nel testo si chiederà ai cittadini lombardi: "Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?"

Il referendum tra ottobre e novembre.

Il referendum potrebbe slittare rispetto alla prima finestra indicata – tra aprile e giugno – ed essere indetto tra ottobre e novembre. Questo, in realtà, era parte dell'accordo tra maggioranza e Movimento cinque stelle per indurre i grillini a votare a favore: per far passare il referendum servivia infatti la maggioranza dei due terzi. La seconda pre-condizione era l'introduzione del voto elettronico, un'innovazione salutata con favore dal capogruppo in Regione del M5S, Andrea Fiasconaro, che ha poi spiegato così il voto favorevole dei grillini: "Una scelta così importante va presa insieme ai cittadini".

Solo il Pd, tranne il consigliere Tomasi, è rimasto arroccato su posizioni contrarie al referendum, del quale ha ricordato in più occasioni l'inutilità e il costo troppo elevato: 30 milioni di euro. Martedì si è cercata un'ultima mediazione con il governatore Roberto Maroni, poi saltata. Il segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri dopo il voto ha dichiarato: "Autonomia tra due anni, bell’affare: i comuni ci chiedono risposte oggi non tra due anni".

In festa, invece, il popolo della Lega: una trentina di Giovani padani, assieme a qualche consigliere lombardo del Carroccio, ha festeggiato fuori da Palazzo Pirelli esponendo uno striscione con la scritta "Freedom for Lombardia".