in foto: Silvia Provvedi, fidanzata di Fabrizio Corona (LaPresse)

Dopo aver presenziato come spettatrice alle precedenti udienze, al tribunale di Milano Silvia Provvedi, fidanzata di Fabrizio Corona, ha finalmente parlato in qualità di testimone: "Difficilmente io e Fabrizio frequentavamo gli stessi locali, lavoravamo in posti diversi. Ci vedevamo nel fine settimana ed è successo che arrivasse con buste che contenevano denaro in contanti", ha detto davanti al giudice Guido Salvini.

Provvedi ha raccontato scene di vita quotidiana con Corona, arrestato lo scorso 10 ottobre e imputato tra le altre cose per frode fiscale e intestazione fittizia dei beni in merito ai 2,6 milioni di euro trovati nel controsoffitto della casa di una sua collaboratrice e in due cassette di sicurezza in Austria. La giovane, cantante del duo "Le Donatella" e diventata famosa grazie alla sua partecipazione ai reality tv "X – Factor" e "Isola dei Famosi", ha spiegato che su alcune di quelle buste "c'era scritto l'importo del denaro contenuto, 5-10 o 20mila euro". Corona, ha poi precisato Provvedi al giudice, prendeva quelle buste "solo per contare o per portarle negli uffici della sua società". Si tratta della "Atena srl", dove lavorava anche Francesca Persi, coimputata assieme a Corona e proprietaria dell'abitazione dove sono stati trovati 1,7 milioni nel controsoffitto.

Rispondendo alle domande dell'avvocato Luca Sirotti, uno dei legali che difendono Corona nel processo, Silvia Provvedi ha poi affermato: "Io non ci ho mai messo il naso, mi facevo gli affari miei. Ho sempre pensato che fosse denaro per la sua società derivante dal lavoro svolto. Il denaro veniva tenuto da Fabrizio in ripostiglio, accanto a giacche e giacconi, vicino alla camera da letto".

La deposizione di Silvia Provvedi serve a rafforzare la linea difensiva: i legali di Corona fin dal momento dell'arresto hanno ribadito che il denaro trovato nella disponibilità di Corona era il frutto del suo lavoro in locali e altri esercizi commerciali, dai quali il fotografo veniva chiamato in qualità di testimonial o ospite. Parte dei compensi guadagnati da Corona, come hanno chiarito anche clienti ed ex soci (e come ha affermato lui stesso) erano "In nero". Soldi sui quali Corona era pronto a pagare le tasse, secondo quanto da lui affermato, o che era pronto a far rientrare in Italia sfruttando la "voluntary disclosure" varata dal governo Renzi.

Provvedi: "Corona si sentiva trattato come un criminale"

Nel corso dell'udienza la fidanzata di Corona ha anche spiegato l'atteggiamento dell'ex re dei paparazzi dopo l'episodio che ha dato il via alla nuova inchiesta nei suoi confronti: la bomba carta esplosa lo scorso 15 agosto vicino alla sua abitazione in via De Cristoforis, a Milano. Dopo che Corona depose in Questura su quell'episodio, ha spiegato Provvedi, "Fabrizio aveva l'impressione di essere stato trattato come un criminale e non come parte lesa di un attentato".

La lite con l'ex calciatore Sculli.

Silvia Provvedi ha raccontato ai giudici anche com'è nata la relazione affettiva con Corona. I due si sono conosciuti nel luglio 2015 a Lonate Pozzolo "per il lancio della testata di Playboy". Dopo un mese di collaborazione professionale tra i due è iniziata la relazione affettiva e da aprile 2016 i due hanno iniziato a convivere. La giornata tipo di Corona era piuttosto regolare, secondo la Provvedi: "Alle 9 andava in palestra, poi in ufficio e io andavo a prenderlo intorno alle 21, il tempo di fare la spesa, cose che fa una coppia normale, e poi alle 22 doveva rientrare", dal momento che all'epoca Corona era sottoposto a restrizioni da parte del tribunale di sorveglianza.

La fidanzata di Corona è poi tornata anche con la lite tra il fotografo e l'ex calciatore Giuseppe Sculli, denunciato da Corona per tentata estorsione: "Il 23 luglio eravamo in un locale di Milano, il Radeztsky, e ho notato che Fabrizio aveva un segno in faccia ed era sotto shock. Mi ha detto di stare tranquilla perché non era nulla di preoccupante. Mi ha spiegato di essere stato aggredito da due uomini, di cui uno era Sculli. Dopo qualche giorno, mi ha riferito di avere subito una richiesta estorsiva da Sculli di 50mila euro. Mi sono preoccupata – ha concluso Provvedi – ho letto su internet che lui è il nipote di qualcuno non raccomandabilissimo".