Dopo le polemiche, che hanno tirato in ballo anche il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, l'assessore milanese Roberta Cocco ha pubblicato sul sito del Comune i propri redditi relativi al 2015. Una pubblicazione "con giallo", dal momento che l'assessore alla Trasformazione digitale aveva commesso un errore – poi corretto – sulla valutazione delle azioni Microsoft da lei possedute. I titoli della società fondata da Bill Gates e Paul Allen detenuti dalla Cocco sono pari a circa 3,6 milioni di euro: si tratta dello 0,00076 per cento del valore della Corporation (e non dello 0,0000076 per cento, pari a 36mila euro, come inizialmente indicato).

Il motivo di un patrimonio così ingente in azioni Microsoft dipende sicuramente dal fatto che Roberta Cocco proviene proprio dall'azienda di Redmond, nella quale dopo una lunga carriera è arrivata a ricoprire posizioni apicali come Direttore Marketing Centrale e Direttore Piani di Sviluppo Nazionale per l'area Western Europe. Da settembre la Cocco è in aspettativa non retribuita: resta però un'importante questione di opportunità e potenziale conflitto di interessi sollevata con forza dal Movimento 5 stelle, dal momento che Microsoft è uno dei fornitori di Palazzo Marino.

I consiglieri Cinque stelle: "Conflitto di interesse inaccettabile, si dimetta"

E difatti, se con la pubblicazione tardiva dei propri redditi l'assessore Cocco credeva di poter chiudere il "caso", evidentemente si sbagliava. I consiglieri dei Cinque stelle a Palazzo Marino, Gianluca Corrado, Patrizia Bedori e Simone Sollazzo dopo aver visionato i documenti pubblicati dall'assessore sono infatti partiti all'attacco: "Dopo aver visionato i documenti abbiamo purtroppo avuto conferma di quanto temevamo. L'assessore Cocco è proprietaria di 3,79 milioni di dollari di azioni della Microsoft Corporation. Questo evidentemente il motivo per il quale l'assessore ha voluto tenere nascosta la propria situazione patrimoniale fino a quando, con il fiato sul collo del M5s, non ha ceduto alla legge. Non solo quindi si tratta di un dirigente Microsoft in aspettativa – hanno sottolineato i tre consiglieri – ma possiede anche quasi 4 milioni di dollari di azioni della Corporation, che incidentalmente è un fornitore primario del Comune di Milano. Un conflitto di interesse manifesto e inaccettabile, tale da poter essere superato solo con le dimissioni dell'assessora Cocco".

Sala: "Facciamola lavorare"

Poco prima dell'attacco da parte dei Cinque stelle era stato il sindaco di Milano, Beppe Sala, a rivelare l'errore commesso dall'assessore nelle dichiarazione dei redditi del 2015. Il primo cittadino aveva poi chiesto di lasciare lavorare l'assessore, cercando di spegnere sul nascere le polemiche: "A questo punto mi dispiace, è chiaro che si poteva fare tutto subito dall'inizio, ma era una valutazione personale e l'assessore riteneva che far vedere una cifra del genere potesse crearle problemi, non si sentiva tranquilla". I fatti sembrano darle ragione. Chissà se adesso tornerà ad aleggiare l'ipotesi di dimissioni, che la stessa Cocco si era detta pronta a rassegnare rimettendo le deleghe al sindaco.