in foto: Fabrizio Corona esulta dopo la lettura della sentenza (LaPresse)

All'indomani della condanna a un anno inflitta a Fabrizio Corona, i legali dell'ex re dei paparazzi sono già al lavoro per farlo uscire dal carcere di San Vittore, in cui si trova recluso dallo scorso 10 ottobre. Gli avvocati di Corona, Ivano Chiesa e Luca Sirotti, intendono presentare – come già preannunciato – al tribunale di Sorveglianza una richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. Era il regime in cui Corona si trovava, per le sue precedenti condanne, prima di essere arrestato per gli ormai famosi 2,6 milioni di euro trovati in parte nel controsoffitto dell'abitazione della sua collaboratrice Francesca Persi (condannata a tre mesi) e in parte in una banca austriaca. Soldi la cui provenienza, secondo gli inquirenti della Dda milanese, era sospetta: un'ipotesi che i giudici hanno però respinto, così come la richiesta di cinque anni di carcere avanzata dal pubblico ministero Alessandra Dolci.

Corona condannato per un reato tributario.

L'istanza dei legali di Corona sarà presentata al tribunale di Sorveglianza "nei prossimi giorni", senza dunque attendere le motivazioni della sentenza, il cui deposito è stato fissato dal giudice Guido Salvini entro 90 giorni. La condanna inflitta all'ex re dei paparazzi riguarda solo uno dei tre capi d'imputazione – il minore per importanza – per i quali è finito a processo: un reato tributario per il mancato pagamento di una cartella esattoriale da 123mila euro ricevuta dalla sua società "La Fenice": "Un piccolo problema fiscale che Fabrizio ha già risolto pagando diversi mesi fa", ha detto l'avvocato Chiesa, e che risalirebbe ai primi mesi del 2016. In quel periodo Corona era in affidamento in prova, ma la circostanza secondo l'avvocato non influenzerà i giudici di sorveglianza, che dovrebbero limitarsi a "valutare se l'imputato meriti o meno" la misura alternativa al carcere.