in foto: Fabrizio Corona esulta dopo la lettura della sentenza (LaPresse)

Fabrizio Corona è stato condannato a un anno per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Lo ha deciso il tribunale di Milano al termine dell'ennesimo processo (in primo grado) che ha visto come imputato l'ex re dei paparazzi, reo di aver nascosto al Fisco gli ormai famosi 2,6 milioni di euro in contanti: parte nel controsoffitto dell'abitazione della sua collaboratrice Francesca Persi (condannata a tre mesi) e parte in una banca austriaca.

Cadute le due imputazioni più pesanti: quella di intestazione fittizia di beni (si sospettava che i soldi provenissero dalla criminalità organizzata) e di violazione delle norme patrimoniali relative al regime di prevenzione. Vince, quasi in pieno, la linea dei difensori di Corona, Ivano Chiesa e Luca Sirotti: fin dall'inizio avevano sostenuto che i soldi fossero i compensi in nero guadagnati da Corona nella sua attività di testimonial. Denaro sul quale il fotografo era pronto a pagare le tasse. I legali avevano chiesto l'assoluzione per il proprio assistito, contro i cinque anni chiesti dal pubblico ministero Alessandra Dolci.

Le due accuse più pesanti, contestate dalla Dda di Milano che aveva preso in carico le indagini, non avevano precedenti giurisprudenziali. Sono state smontate dalla sentenza della prima sezione penale (con il collegio dei giudici Salvini-Nobili-Ghinetti). Corona potrebbe rischiare adesso una nuova indagine: i giudici hanno infatti trasmesso gli atti in procura, come richiesto dal pm, per un'eventuale indagine per appropriazione indebita a carico di Corona e per dichiarazione infedele dei redditi. Reato che era stato già contestato dal pm David Monti prima che l'indagine passasse alla Dda.

Corona dovrà scontare altri quattro mesi di condanna.

La domanda che si faranno in tanti adesso è una sola: cosa succede adesso? Chiariamo subito: Corona resta in carcere (è a San Vittore dal 10 ottobre dello scorso anno), ma potrebbe uscirne presto. Della condanna "fresca" a un anno restano infatti da scontare solo quattro mesi, dal momento che gli ultimi otto l'ex re dei paparazzi li ha trascorsi dietro le sbarre. Ma è il passato di Corona a rendere il quadro un po' più complesso. Anche se la misura cautelare legata all'accusa di intestazione fittizia di beni è stata revocata (essendo caduta l'accusa), Corona ha un cumulo di pene di circa cinque anni da scontare.

Il conto totale era stato quantificato a fine settembre dello scorso anno (pochi giorni prima del nuovo arresto), dal giudice per le indagini preliminari Ambrogio Moccia. Il totale, cinque anni e un mese, avrebbe consentito a Corona di non tornare in carcere, scontando il residuo di condanna in affidamento in prova ai servizi sociali. Ma le nuove grane giudiziarie dell'ex re dei paparazzi hanno complicato tutto: dopo l'arresto dello scorso 10 ottobre infatti il tribunale di sorveglianza di Milano ha revocato l'affidamento in prova ai servizi sociali.

Gli avvocati pronti a chiedere di nuovo l'affidamento in prova.

Risultato: Corona resta a San Vittore, ma potrebbe uscirne presto, anche prima dei quattro mesi che gli rimangono da scontare (una condanna che, se non ce ne fossero state altre alle spalle, non avrebbe comunque comportato il carcere). I suoi legali, infatti, hanno già preannunciato che presenteranno un'istanza per la concessione dell'affidamento in prova che potrebbe far uscire dal carcere l'ex re dei paparazzi: "Fabrizio riprenderà il suo percorso", ha spiegato l'avvocato Ivano Chiesa ai cronisti. Il legale ha poi aggiunto: "Sono felice, felicissimo, continuo a ridere e sono anche un po' distrutto, perché Fabrizio, subito dopo la lettura della sentenza, mi ha riempito di botte. Avevo detto che il giudice Salvini era un fuoriclasse e così è stato. Già sei mesi fa – ha poi aggiunto Chiesa ai giornalisti – vi avevo detto che non esisteva il reato di intestazione fittizia e che Fabrizio non c'entra niente con la mafia e nemmeno con la criminalità organizzata".