Un cittadino tunisino 44enne, irregolare in Italia, è stato espulso dal territorio nazionale per motivi di sicurezza. Lo ha reso noto il Viminale, spiegando che l'uomo, che viveva a Milano, lo scorso luglio era stato segnalato dai servizi di intelligence perché aveva aderito all’ideologia dello Stato Islamico e alla causa jihadista. Il 44enne era anche un criminale "comune": era stato infatti più volte arrestato e risultava coinvolto nello spaccio di stupefacenti.

Il 44enne cercava di fare proseliti tra gli abitanti del quartiere.

Il 44enne era diventato pericoloso perché, oltre ad aver aderito alla causa dell'Isis, aveva iniziato a cercare di fare proseliti: la sua attività di condizionamento avveniva nel quartiere in cui abitava (che al momento non è stato reso noto), tra i giovani, anche di nazionalità italiana, che erano coinvolti nel sottobosco della microcriminalità. Il 44enne, che negli anni scorsi era stato segnalato dal Dipartimento affari penitenziari come imam e descritto come uno scrupoloso osservante dei dettami coranici, esponeva le proprie convinzioni glorificando il martirio e l’agognato paradiso che, secondo i sostenitori del jihad, attende chi sacrifica la propria vita per la "guerra santa".

Da gennaio 2015 sono 205 gli estremisti religiosi espulsi dall'Italia.

Il 44enne tunisino è stato rintracciato a Milano lo scorso 29 agosto. Una volta disposta la sua espulsione, l'uomo è stato imbarcato su un volo diretto per Tunisi e ha lasciato il nostro Paese. Con la sua espulsione, salgono a 205 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi dall'Italia a partire dal gennaio del 2015, ha comunicato il Viminale in una nota. Una media di circa 68 espulsioni all'anno. I rimpatri si sono particolarmente intensificati nell'anno in corso: quello del 44enne è infatti il 73esimo del 2017.