in foto: Annamaria Berenzi, la professoressa più brava d'Italia

È di Brescia la professoressa più brava d'Italia. Si tratta di Annamaria Berenzi, 51enne docente di matematica. A premiarla questa mattina è stata il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, nel corso di una cerimonia al ministero, a Roma: "I docenti sono la parte che più rappresenta la qualità della scuola italiana: l'intera società italiana dovrebbe dare più valore a quello che i docenti fanno, perché sono loro che hanno una relazione diretta con il cuore della scuola, cioè i nostri studenti. Siete un orgoglio italiano", ha detto Fedeli ai cinque professori arrivati fino in fondo alla prima edizione del "Premio nazionale insegnanti" (Italian Teacher Prize, gemellato con il Global Teacher Prize).

Annamaria Berenzi insegna ai ragazzini malati di tumore degli Spedali civili.

Annamaria Berenzi insegna in una scuola affatto particolare: una sezione che si trova all'interno degli Spedali civili di Brescia. I suoi studenti sono infatti ragazzini malati di tumore, ai quali la docente impartisce lezioni di matematica che restituiscono un minimo di normalità ad adolescenti che si trovano ad affrontare nelle vita problemi ben più gravi di un teorema da dimostrare o di un'espressione da risolvere: "Ho chiesto il trasferimento sulla sezione ospedaliera – ha scritto la docente nella sua scheda personale di partecipazione al concorso -. La paura di non reggere il carico emotivo era forte, ma con il tempo ho imparato che i nostri studenti degenti, affrontando con tanto coraggio e dignità prove durissime, ci insegnano a non voltare la faccia di fronte alla fatica e al dolore, e ora non lascerei più il mio ruolo in ospedale. Mi ritengo una privilegiata ad essere dove mi trovo. Solo quando durante una lezione in una stanza di degenza lo studente non si accorge di quanto tempo è passato, riesce ad allontanarsi dal sè malato, si sente ‘bene'… Solo allora un docente può sentirsi soddisfatto".

Alla docente bresciana, che ha sbaragliato la concorrenza di circa 11mila concorrenti, andranno i 50mila euro di premio offerti dal concorso. Serviranno per realizzare un progetto ideato dall'insegnante e dai suoi alunni speciali: portarli nelle scuole "tradizionali" a raccontare come la malattia li ha cambiati, modificando la loro quotidianità.

Gli altri insegnanti premiati.

Alle spalle di Annamaria Berenzi si sono classificate Daniela Ferrarello, insegnante di matematica in una sezione carceraria di Catania e Consolata Maria Franco, professoressa di italiano nel carcere minorile di Nisida, a Napoli. Tra i primi cinque anche Dario Gasparo, insegnante di scienze in un istituto comprensivo di Trieste e Antonio Silvagni, che insegna latino e materie letterarie in un istituto superiore di Arzignano, vicino Vicenza. A tutti loro andranno 30mila euro, da utilizzare per realizzare dei laboratori.

Per partecipare al premio bisognava essere segnalati dai propri studenti o colleghi sul sito del concorso. Successivamente è partita una prima scrematura tra le candidature effettuata da una Commissione interna al ministero dell'Istruzione. I dieci finalisti sono stati infine giudicati da una giuria nazionale composta da personalità di spicco provenienti sia all'interno che al di fuori del mondo dell’istruzione: esperti di didattica, personalità del mondo dell’arte, del cinema, del teatro, della letteratura, scienziati, imprenditori, dirigenti d'impresa e giornalisti. Tra i giurati di quest'edizione Monica Maggioni, Nando Dalla Chiesa, Gianrico Carofiglio, Cristina Capotondi ed Eraldo Affinati.