Ancora due casi di meningite a Milano. A darne notizia l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Una donna di 49 anni, residente a Truccazzano, è purtroppo deceduta nella notte di ieri. La 49enne era ricoverata da martedì scorso al San Raffaele di Milano a causa di una sepsi meningococcica. La stessa infezione ha colpito anche una bambina di appena sette mesi, ricoverata adesso in condizioni critiche all'ospedale dei bambini Buzzi.

In entrambi i casi già avviata la profilassi.

La 49enne deceduta era arrivata al San Raffaele già in gravi condizioni. Non si conosce ancora il ceppo di meningococco che ha causato la sepsi mortale, mentre è stata già avviata la profilassi antibiotica per tutti i contatti stretti della donna. La 49enne, come spiegato dall'assessore Gallera, "lavorava presso un'azienda della provincia di Monza e Brianza pertanto il personale del Servizio di Igiene Pubblica di Ats Città Metropolitana di Milano sta mettendo in atto tutti gli interventi di profilassi necessari in stretta collaborazione con Ats Brianza".

Quattro famigliari e 12 contatti stretti si sono già sottoposti alla terapia, che sarà adesso estesa ad altri 37 minori e 23 adulti che hanno avuto rapporti con la vittima: "Siamo in attesa degli esiti dell'indagine epidemiologica per procedere ad un eventuale ampliamento dei contatti da sottoporre a profilassi – ha affermato Gallera, che ha poi aggiunto che – Ats Città Metropolitana di Milano in accordo con il sindaco di Truccazzano, ha provveduto ad inviare una nota per la cittadinanza con informazioni sulla malattia e sugli interventi di profilassi previsti".

La bambina ricoverata non era vaccinata.

Sempre ieri è stata ricoverata al Buzzi la bimba di sette mesi, anche lei colpita da sepsi causata dal batterio meningococco. Anche in questo caso Ats Milano ha subito avviato la profilassi, limitata ai famigliari e ai patenti della bambina, dal momento che la piccola non frequentava alcuna comunità. Secondo quanto comunicato dall'assessore Gallera la bambina non è iscritta al servizio sanitario regionale, non ha un pediatra di libera scelta, e non ha fatto nessuna vaccinazione. Nella famiglia della piccola, di origine romena "non sono emerse evidenti situazioni di trascuratezza, ma di fragilità sociale".