La cerimonia per porgere l'ultimo saluto a Dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, si terrà venerdì 10 marzo a Milano nella chiesa di Sant'Ildefonso. Lo hanno comunicato su Facebook la compagna del dj, morto in una clinica in Svizzera dopo aver chiesto e ottenuto l'eutanasia, e il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni Marco Cappato, che lo ha accompagnato a morire in terra elvetica ed è ora indagato per "istigazione al suicidio" (rischia fino a 12 anni di carcere).

Valeria Imbrogno, che è stata accanto a Fabiano nell'ultimo periodo della sua vita condividendone le sofferenze, ha invitato chiunque voglia salutare Fabo nella parrocchia che si trova in piazzale Damiano Chiesa 7. Non si tratterà di una messa, né di un funerale, quanto di una cerimonia di suffragio per ricordare Fabiano a una settimana dalla sua scomparsa. A celebrare la cerimonia sarà comunque un prete amico della famiglia Antoniani, don Antonio Suighi. Il portavoce della Curia milanese, don Davide Milani, ha spiegato che nei giorni scorsi la madre di Fabiano aveva chiesto a don Antonio un momento di preghiera per suo figlio: "Don Antonio dopo aver ascoltato la Curia, ha accordato questo momento per partecipare al dolore della madre e di chi ha voluto bene a Fabiano". Nella parrocchia di Sant'Ildefonso dj Fabo era stato battezzato e cresimato e nell'oratorio parrocchiale aveva giocato a pallone da bambino.

Cappato: "Dieci anni fa il Vaticano chiuse le porte in faccia a Welby"

La decisione di aprire le porte di una chiesa, approvata dalla Curia milanese, è comunque un segnale importante, come testimonia anche un messaggio scritto dal Radicale Cappato sulla propria pagina Facebook: "Dieci anni fa il Vaticano chiuse le porte in faccia a Welby. Per Fabo, le porte della Chiesa saranno aperte".

La vicenda legata alla morte di Dj Fabo è finita al centro dell'interesse dell'opinione pubblica perché ha riproposto, con forza, l'esigenza di un confronto e di una normativa sul "fine vita". Il 39enne Dj Fabo, amante della musica e dei viaggi, tre anni fa era rimasto paralizzato e cieco in seguito a un grave incidente stradale. Negli scorsi mesi aveva rivolto appelli al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai politici italiani affinché affrontassero la situazione di quanti, come lui, rivendicavano il "diritto sacrosanto" di morire. Nella sua lettera-testamento, diffusa dall'associazione Luca Coscioni dopo la sua morte, Dj Fabo aveva scritto: "Le mie giornate sono intrise di sofferenza e disperazione, non trovando più il senso della mia vita ora. Fermamente deciso, trovo più dignitoso e coerente, per la persona che sono, terminare questa mia agonia".