Il "Milanese imbruttito" è un fenomeno social che con la sua pagina Facebook, in soli pochi mesi, ha raggiunto oltre 470 mila like. Il loro segreto? Prendere in giro i modi di fare dei cittadini di Milano, attraverso fotografie buffe e vignette simpatiche, e, pezzo forte, tramite le frasi tipiche pronunciate dai milanesi in particolari occasioni. Ma chi si sarebbe mai aspettato tutto questo successo? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, gli inventori della malefica creatura del cosiddetto M.I.

Chi siete e cosa fate nella vita?
Un sounddesigner/dj/contentmanager, un copy 3.0 e un social-grafico. Triade al completo.

Da quanto tempo vi conoscete e lavorate insieme?
Da 3 anni circa e lavoriamo al progetto "Imbruttito" dal 7 Marzo 2013.

Come avete creato il milanese imbruttito, a cosa vi siete ispirati e che cos’è?
Creato in hangover dopo una cena di “arrivederci” di uno dei 3 soci. Mai partenza programmata fu più giusta! Ci siamo ispirati a Milano e alla moltitudine di personaggi che la popolano. A suoi ritmi frenetici, alle conference call e alle mail in copia conoscenza, al traffico stressante e ai colpi di clacson che aumentano a dismisura non appena piove. Sul che cos’è non è semplice dar riposta: diciamo che è la versione ironico-realista-social della Milano che sta per ospitare Expo 2015. Una sorta di fotografia quotidiana della realtà in continua evoluzione.

Chi è per voi un vero milanese imbruttito?
Di quelli noti al pubblico senza ombra di dubbio Guido Nicheli, meglio conosciuto come “il Dogui”. Poi ce ne sono decine che incrocio ogni giorno, in auto, a piedi, al bar per la colazione, all’aperitivo…

Quali sono le migliori e peggiori abitudini del M.I?
Suonare il clacson appena scatta il verde al semaforo; non appendersi ai pali della metro “perché sporchi”; salutarti con un “uè grandissimo” ma non ricordarsi mai il tuo nome; fare la spesa con il casco in testa; schiacciare più volte il tasto di chiamata dell’ascensore con la convinzione che arrivi prima; parcheggiare la Smart come se fosse uno scooter… devo continuare?

Cosa volevate comunicare con la pagina?
Ironia e quotidianità. Milano è una metropoli decisamente abitudinaria e a volte la routine può annoiare. Con il M.I. cerchiamo di dare un appuntamento fisso che diverta, faccia sentire i nostri fan parte integrante di una città (con tutte le sue abitudini, luoghi comuni, modi di dire, luoghi, anzi location) e dia la possibilità a chi ci segue di contribuire al divertimento collettivo. Poi c’è anche un lato serio della questione: spesso nel blog trattiamo temi legati alla città che riteniamo significativi o importanti. Insomma se c’è qualcosa da dire, la diciamo!

Qual è la cosa più strana di cui avete parlato e che proprio non riuscirete a dimenticare?
Sinceramente, sinceramente. Un tizio che si era portato il computer fisso in treno e lo usava a mo’ di laptop. Genio!

Qual è la cosa che vi piace di più di Milano?
Il sole di fine maggio, Brera con la neve, le ville e i giardini nascosti in Porta Venezia, i Navigli (senza zanzare), i terrazzi delle case, le feste durante il fuorisalone, la Triennale e le Gemelle, i giardini Perego in via dei Giardini…

Il milanese imbruttito è diventato anche un brand: sappiamo tutti della linea di magliette, cover e tanto altro. Vi sareste mai aspettati questo successo?
Chiaramente no. Il M.I. ha inevitabilmente cambiato quantomeno la nostra quotidianità. Tutti e tre abbiamo altri lavori ma ci impegniamo molto e allo stesso tempo divertiamo nel fare quello che facciamo. Anche se, alle volte, ci costa serate in ufficio e weekend di lavoro extra!

Oggi la vostra pagina Facebook ha raggiunto 475mila mi piace, cosa vi aspettate in futuro? Avete altri progetti in mente?
Oggi siamo a 473mila circa ed è sicuramente un risultato importante. Ma dobbiamo ringraziare prima di tutto gli Imbruttiti che ogni giorno ci seguono, si sbattono, mandano contributi e commenti. Per il futuro abbiamo un po' di progetti, staremo a vedere che succede. Al momento continuiamo con le conference call, le mail dall’iPhone, le colazioni “al volo che sono di fretta”, il clacson al semaforo e l’onda verde in circonvalla!

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