Un anno fa, il 28 dicembre 2014, in una zona periferica di Milano, via Carcano, un giovane studente universitario veniva aggredito con dell'acido da due persone. L'episodio, che all'inizio si ipotizza possa essere un gesto isolato, si rivela ben presto parte di un più ampio disegno criminale che ha per protagonisti in negativo tre giovani della "Milano bene": il broker Alexander Boettcher, la sua amante, la studentessa bocconiana Martina Levato e Andrea Magnani, impiegato di banca e presunto complice – un processo ne stabilirà le responsabilità – dei due.

Il piano criminoso della banda dell'acido.

Tutti e tre vengono arrestati per quell'episodio, di cui è vittima – sfigurato in maniera permanente – Pietro Barbini. Le indagini del pubblico ministero Marcello Musso e della polizia rivelano in realtà come l'agguato di via Carcano sia solo l'ultimo, in ordine cronologico, di tutta un'altra serie di aggressioni compiute secondo gli inquirenti dai tre. Atti criminosi le cui vittime hanno una sola in comune: essere ragazzi che hanno avuto brevi relazioni sentimentali o sessuali con Martina Levato. Relazioni che i tre della "banda dell'acido" devono "purificare" ricorrendo alla violenza: con l'aiuto dell'acido o, come nella prima delle aggressioni, avvenuta il 19 maggio del 2014, con un coltello.

La tentata evirazione di Margarito: gli audio inediti.

La prima vittima del piano criminoso dei tre è stato difatti Antonio Margarito, studente che nell'estate 2013 ebbe una breve relazione sessuale con Martina Levato durante le vacanze. Quella sera Martina lo invitò ad uscire: i due si appartarono in macchina nel parcheggio di un hotel nella zona Sud di Milano. Poi, Martina avrebbe cercato di evirare il ragazzo con un coltello. In alcuni documenti audio inediti riportati dal Corriere della sera sono racchiuse le telefonate fatte quella sera. A chiamare i soccorsi fu dapprima l'addetta dell'Atahotel Quark, dove Antonio si rifugiò dopo la tentata evirazione. Poi anche Martina, in lacrime, chiamò il 118: "Per favore venite, mi hanno tentato di violentare io mi sono difesa con un coltello", aveva detto la ragazza, che poi aveva sottolineato ancora una volta di aver colpito il ragazzo con un coltello: "Mi ha portato in una zona appartata e io avevo un coltello e mi sono difesa. L'ho colpito, lui è scappato".

In realtà Margarito, ferito a una mano, aspettò l'arrivo dell'ambulanza e della polizia. Questo, assieme al fatto che Martina avesse un coltello pur essendo uscita con un conoscente e al fatto che non avesse, secondo gli operatori del 118, nessun trauma evidente, aveva da subito fatto insospettire gli inquirenti. Adesso, infatti, Martina è a processo anche per calunnia: l'accusa di essere stata violentata mossa a Margarito si è rivelata falsa.

Le aggressioni a Savi e Carparelli.

Dopo Margarito, obiettivo della coppia dell'acido e del complice Magnani è diventato il fotografo Giuliano Carparelli. Ma a restare vittima del piano criminoso dei tre è stato, secondo le indagini per uno scambio di persona, anche Stefano Savi, uno studente di 25 anni sfigurato a colpi di acido in via Quarto Cagnino la notte tra l'1 e il 2 novembre 2014. A Carparelli invece andò meglio: il 15 novembre riuscì a difendersi dall'aggressione – sempre con acido – ad opera di Martina frapponendo tra sé e il liquido corrosivo un ombrello.

A che punto sono i processi.

La vicenda della "banda dell'acido" è resa complessa dal fatto che non tutte le aggressioni compiute o tentate rientrano nello stesso processo. Al momento sul capo di Boettcher e Levato c'è una sola condanna (in primo grado): quella a 14 anni per l'aggressione a Pietro Barbini, l'ultima in ordine cronologico. Martina, Alex e Andrea Magnani sono poi a processo per associazione a delinquere e lesioni personali, ma in due distinti filoni: Levato e Magnani hanno infatti scelto il rito abbreviato. La sentenza è attesa il 13 gennaio: il pm Musso ha chiesto per loro rispettivamente 20 e 14 anni di carcere. Boettcher ha scelto invece il rito ordinario: i tempi per il suo processo sono dunque più lunghi.

Il figlio di Alex e Martina.

La vicenda della coppia dell'acido è balzata agli onori della cronaca anche per un aspetto che non riguarda le aggressioni: lo scorso agosto infatti è nato il figlio di Alex e Martina, Achille. Un bambino che si è trovato al centro dei riflettori naturalmente senza alcuna colpa, e il cui futuro è incerto: il Tribunale per i minori dovrà infatti decidere se potrà restare alla coppia, eventualmente affidato ai nonni, o se dovrà essere adottato.