L'ex direttore generale di Expo, Christian Malangone, è stato assolto con formula piena dall'accusa di induzione indebita per la vicenda dei contratti alle ex collaboratrici di Roberto Maroni. A pronunciare la sentenza di assoluzione con formula piena è stata la Corte d'Appello di Milano, che ha ribaltato il giudizio di primo grado. Nel novembre del 2015 Malangone era stato infatti condannato a quattro mesi, mentre la società Expo, chiamata in causa per la legge 231 sulla responsabilità degli enti per i reati commessi dai propri dipendenti, era stata assolta.

Per i giudici il fatto non sussiste.

Malangone era accusato di aver inserito nella delegazione Expo che avrebbe dovuto compiere un viaggio istituzionale in Giappone l'ex collaboratrice di Maroni Maria Grazia Paturzo (non indagata), con cui il governatore della Lombardia aveva lavorato quando era ministro dell'Interno. Alla fine però né Maroni né la Paturzo avevano partecipato a quel viaggio. Per i giudici, però, "il fatto non sussiste".

Anche il governatore Maroni è a processo per la stessa vicenda.

Adesso la decisione della Corte d'Appello potrebbe spianare la strada all‘assoluzione per il governatore lombardo, a processo, oltre che per la vicenda legata alla Paturzo, anche per un contratto di collaborazione ottenuto da un'altra sua ex collaboratrice, Mara Carluccio,  con un'agenzia della Regione Lombardia, Eupolis. Le accuse per Maroni sono di induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente: il processo del governatore ha subìto finora continui rinvii per motivi diversi.