La commissione del ministero delle Infrastrutture ha stilato la propria relazione sui motivi del crollo del cavalcavia sulla Milano-Lecco, episodio costato la vita al 68enne Claudio Bertini. Mentre le indagini della magistratura proseguono (sul caso è aperta un'inchiesta della procura di Lecco per omicidio e disastro colposi che vede indagati tre tecnici della Provincia di Lecco e dell'Anas), come riporta il "Corriere della sera" per gli esperti nominati dal ministro Graziano Delrio il crollo del cavalcavia di Annone Brianza è il frutto di una concomitanza di condizioni: la concezione sbagliata dell'opera fin dalla data di realizzazione (anni Sessanta), nonché il conflitto di competenze tra Anas e Provincia di Lecco sulla gestione dell'infrastruttura.

La prima condizione ha determinato dei limiti strutturali del cavalcavia, progettato per far fronte a carichi civili e che invece, complice l'alta densità industriale della zona, si è trovato ad affrontare spesso il passaggio di trasporti eccezionali. In particolare, il giorno del crollo la mensola del cavalcavia è stata sollecitata da un carico due volte maggiore di quello per il quale sono stati progettati i pilastri.

La seconda condizione ha avuto invece conseguenze sui lavori di manutenzione e adeguamento dell'infrastruttura: il continuo rimpallo di responsabilità tra Provincia e Anas è stato lampante il giorno della tragedia, lo scorso 28 ottobre, quando già in mattinata si erano verificati dei crolli di calcestruzzo sulla sottostante superstrada 36 ma nessuno aveva disposto la chiusura del cavalcavia. Ma il conflitto di gestione, come hanno rilevato gli esperti del ministero, si è manifestato molte altre volte nel corso della storia del ponte: in particolare nel 2014, quando il cavalcavia non era stato inserito in uno studio sui limiti di portata in quanto non censito tra le opere di competenza dell'Anas.

Adesso serviranno altri due mesi alla procura per poter esaminare, oltre alla relazione degli esperti del ministero, anche quella del perito nominato dal sostituto procuratore del tribunale di Lecco, Nicola Preteroti. Poi probabilmente il quadro sarà più chiaro, anche se fin d'ora si può parlare, purtroppo, di una classica storia "all'italiana": la confusione sui ruoli e un rimpallo di responsabilità prolungato nel tempo hanno portato alla tragedia costata la vita a un uomo.