Si è aperta tra le polemiche la seconda edizione del "4.20 Hemp Fest", festival sulla Cannabis che si svolge ai Lambretto studios di Lambrate, a Milano. Il festival – "una manifestazione aperta a tutte le persone che vogliono capire e conoscere meglio il mondo della Cannabis, pianta conosciuta soprattutto sotto il punto di vista ludico, ricreativo e spirituale", scrivono gli organizzatori – si svolge in occasione della "Giornata mondiale della cannabis". Arriva, soprattutto, in un momento in cui è particolarmente acceso nell'opinione pubblica il dibattito tra sostenitori della legalizzazione delle droghe leggere e chi invece continua a rimanere contrario. Tra questi, il Moige e la Lega Nord muovono le critiche più veementi e hanno cercato in tutti i modi di impedire lo svolgimento del festival: "Contro questa ideologia pro-droga serve maggior impegno da parte delle istituzioni – ha affermato il presidente della commissione Sanità e politiche sociali della Regione, Fabio Rolfi -. Per questo motivo, come commissione Sanità regionale, approveremo a breve un progetto di legge per istituire la ‘Giornata regionale per la lotta alla droga'", ha detto l'esponente del Carroccio.

Sala: "Anch'io ho fumato una canna"

Chi si è mostrato possibilista sul festival, invece, è stato il sindaco di Milano Beppe Sala: "Va capito lo scopo e come si svolgerà", aveva detto il sindaco, affermando comunque che non si sarebbero potuti consumare durante il festival "prodotti non leciti". Poi, intervistato da alcuni cronisti, aveva ribadito di aver fumato una canna da giovane: affermazione che in realtà aveva già fatto lo scorso anno durante la campagna elettorale alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora".

Il festival a Lambrate non è stata comunque l'unica iniziativa organizzata a Milano in occasione della Giornata mondiale della cannabis. In piazzale Duca D'Aosta, all'esterno dalla stazione Centrale, i Radicali hanno organizzato una "semina pubblica proibita" e hanno distribuito semi di cannabis ai passanti. La conseguenza è stata che Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, è stato identificato dalla Digos: "La Digos ha fatto correttamente il suo dovere, ci scusiamo per avere occupato per un'ora le forze dell'ordine, ma il nostro obiettivo è di liberarli in futuro da un inutile carico perché si occupino di reprimere i veri crimini che danneggiano i cittadini", è stato il commento di Cappato.