Dallo scorso venerdì è in vigore un'ordinanza che, tra le altre cose, vieta di introdurre e vendere bottiglie di vetro in Darsena, una delle principali zone della movida di Milano. A giudicare da quanto si è potuto vedere nel fine settimana, tuttavia, l'ordinanza non ha subito sortito gli effetti sperati. Tra venerdì e sabato infatti non sono mancate le persone che hanno contravvenuto al divieto, girando con bottiglie in vetro nell'antico porto di Milano.

Cinque venditori abusivi denunciati.

Non sono mancati però nemmeno i controlli della polizia di Stato e della locale. Nella notte tra venerdì e sabato, in particolare, gli agenti della polizia annonaria e del commissariato di Porta Genova hanno denunciato cinque persone, tutte di nazionalità egiziana, che vendevano in maniera abusiva birra in bottiglie di vetro. Ai cinque, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, sono state sequestrate in totale oltre 160 bottiglie di birra da 33 e 66 centilitri. Un 30enne, il "capo" del gruppo, è stato denunciato per vendita abusiva e multato per tremila euro. Le altre quattro persone, che fungevano da fattorini, sono invece stati denunciati perché tutti irregolari in Italia.

La birra conservata in tombini tra blatte ed escrementi di topo.

Quanto scoperto dalla polizia sullo stato di conservazione della birra sequestrata potrebbe far desistere tutti coloro che si ostinano ad acquistare le bevande dai venditori abusivi, confidando nel minor prezzo. I cinque abusivi denunciati dalla polizia, infatti, avevano nascosto le bottiglie all'interno di alcuni tombini nei pressi della Darsena. Naturalmente, come si può evincere, nei tombini la analizzati la situazione non era delle migliori: le bottiglie si trovavano assieme a blatte ed escrementi di topo, in pessime condizioni igieniche.

Le stesse bottiglie venivano poi vendute ai clienti al prezzo di due euro. Chi le ha acquistate confidando in un vantaggio economico, però, deve essere conscio della multa che si rischia se si viene sorpresi con bottiglie di vetro dalla polizia: da 25 a 500 euro. Senza contare, dato il luogo in cui vengono nascoste le bottiglie, la concreta possibilità di contrarre infezioni. Due argomenti che potrebbero aiutare concretamente l'amministrazione comunale nella sua lotta alla movida selvaggia.