Circonvenzione di incapace e millantato credito. Questi i reati di cui è accusato P.V.C., 44enne pugliese arrestato a Bergamo dalle Fiamme gialle. L'uomo, che si spacciava per religioso e si faceva chiamare "Don Leo Scanderberg", era già noto alle cronache: era stato il portavoce della famiglia di Sarah Scazzi subito dopo il tragico omicidio della ragazza ad Avetrana.

A conclusione di una complessa e articolata attività investigativa la guardia di finanza di Bergamo ha scoperto che l'uomo, continuando a spacciarsi per religioso, avvicinava persone spesso afflitte da seri problemi di natura psicologica, inducendole a versare somme di denaro per non meglio precisate opere caritatevoli o per favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro, in virtù delle sue millantate conoscenze nelle alte sfere del Vaticano o dello Stato.

In alcuni casi il finto religioso avrebbe anche officiato celebrazioni eucaristiche in abiti talari presso abitazioni private. Durante le funzioni religiose avrebbe chiesto e ottenuto somme di denaro destinate a suo dire per assistere persone in difficoltà economica o per sostenere progetti assistenziali in Paesi africani: ma i soldi invece finivano nelle sue tasche per soddisfare i bisogni e i vizi del finto religioso. Tra le vittime del 44enne figura anche un anziano che nel 2013 aveva perso figlia e nipotina in un caso di omicidio-suicidio.

Denunciato anche un finanziere: passava informazioni riservate.

Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore presso la procura della Repubblica di Bergamo, Gianluigi Dettori, è stato anche denunciato un ispettore della guardia di finanza in servizio in Toscana: avrebbe effettuato accessi abusivi alle banche dati delle Fiamme gialle per ottenere informazioni da comunicare all'arrestato, utili per perseguire le sue condotte illecite. Il finanziere è attualmente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il 44enne finto religioso, invece, è in carcere a Bergamo in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Bergamo Federica Gaudino.