Stava facendo il bagno in un punto in cui la balneazione è vietata a causa della presenza di mulinelli e vortici pericolosi quando un 27enne della Costa d’Avorio è annegato a pochi metri dalla riva, scivolando sul fondo del Lago Maggiore, ad Arona, in provincia di Novara. La vittima si chiama Boti Bi Guy Armel, è residente a Castronno, in provincia di Varese, dove lavorava come operaio in una ditta. Nel posto in cui stava facendo il bagno sono presenti cartelli in quattro lingue diverse, installati dal comune, che indicano il divieto di balneazione.

Il ragazzo era andato per la giornata di Ferragosto sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, nella località di Punta Vevera, in uno spiazzo dove la balneazione è vietata: in acqua, comunque, c’erano almeno un centinaio di persone e la spiaggia era piena di gente. Lo scorso anno ci furono due casi simili nello stesso punto: annegarono, a distanza di una decina di giorni l’uno dall’altro, un cittadino dello Sri Lanka e uno senegalese.

Il ragazzo è entrato nel lago per fare un bagno poco prima delle 13. Quando era ancora vicino alla riva ha trovato il fondale scivoloso a causa della presenza di melma e si sarebbe quindi ritrovato in difficoltà. I bagnanti avrebbero tentato di salvare il ragazzo, ma non sono riusciti a far nulla, se non a trascinarlo a riva quando era ormai troppo tardi. Il corpo è stato poi recuperato dai vigili del fuoco. Secondo alcune ricostruzioni e secondo quanto affermato anche dal sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, a causare l'annegamento sarebbe stata una congestione.