In Lombardia, così come in altre Regioni italiane, è allarme morbillo. Le statistiche del ministero della Salute hanno infatti dimostrato come la regione, assieme a Piemonte, Lazio e Toscana, è in testa alla classifica nazionale per quanto riguarda il numero dei contagi: 134 da gennaio a marzo (nella sola Lombardia), contro i poco meno di 200 registrati in tutto il 2016.

Che sia in atto un "picco endemico" lo attesta anche l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che ha preannunciato anche alcuni provvedimenti per contrastare la diffusione della malattia: "Abbiamo deciso di attivare un monitoraggio per verificare le coperture degli assistiti per singolo pediatra di famiglia attraverso un'analisi dei dati dei data base regionali. Questo consentirà al pediatra di mirare il rinforzo sui suoi assistiti e alle Ats di ragionare con l'Ordine dei Medici e i professionisti su quali misure mettere in campo".

Nel concreto, l'obiettivo dell'assessore è di raggiungere per il morbillo una copertura vaccinale del 95 per cento (contro quella attuale del 92 per cento, comunque la più alta a livello nazionale): "A differenza di altre malattie esentematiche – ha infatti precisato l'assessore -, il morbillo fa parte di quel gruppo di patologie infettive che possono essere totalmente debellate se si riesce a raggiungere la percentuale del 95 per cento di popolazione vaccinata. Per questo raccomando alle famiglie di bambini e adolescenti di aderire all'offerta vaccinale, totalmente gratuita, messa a disposizione dal nostro servizio sanitario".

In Brianza il maggior numero di casi di morbillo.

Gallera ha anche spiegato che, comunque, l'andamento dei contagi da morbillo è ciclico: "Il più recente picco endemico nella nostra regione con 771 casi si è registrato nel 2013 mentre negli anni successivi i casi si sono stabilizzati tra i 100 e 200. A partire dallo scorso gennaio, invece, il numero di casi è aumentato nuovamente, e ad oggi siamo a quota 134 (63 a gennaio), (61 a febbraio), (10 a marzo). I picchi endemici sono ciclici e variano a seconda della percentuale di ‘suscettibili', ovvero di persone non vaccinate e che non hanno contratto la malattia. Più questo numero aumenta, più l'intervallo tra un picco endemico e un altro si accorcia. Ne consegue che solo la presenza di un numero sempre maggiore di vaccinati possa evitare che la diffusione della malattia".

Tra i territori maggiormente colpiti dal contagio c'è la Brianza (51 casi), la Valpadana (16), il Bresciano (17) e la città metropolitana di Milano (37), anche se quest'ultimo territorio è più vasto degli altri: "Seppure il morbillo sia una patologia raramente letale – ha concluso Gallera – le sue complicanze possono essere anche gravi e invalidanti, per questo non va sottovalutata, ma annientata ricorrendo alla vaccinazione".

Come funziona la vaccinazione contro il morbillo in Lombardia.

Proprio sul fronte della vaccinazione, Gallera ha ricordato come il vaccino anti morbillo venga offerto gratuitamente in forma di vaccino trivalente insieme alla vaccinazione antiparotite e anti rosolia: "La vaccinazione antimorbillo è offerta in Lombardia a tutti i bambini al 13esimo-15esimo mese di vita (prima dose) e 5-6 anni (seconda dose). È offerta, inoltre, durante le vaccinazioni dell'adolescenza in caso di riscontro di ‘suscettibilità' verso il morbillo (ovvero il ragazzo non vaccinato riferisce di non aver mai avuto la malattia). In presenza di casi di morbillo la vaccinazione viene offerta a conviventi e contatti entro 72 ore dalla comparsa dell'esantema, inoltre nelle comunità scolastiche si provvede, dove previsto, al recupero di vaccinazioni in eventuali bambini/ragazzi non vaccinati".

Sul tema della sensibilizzazione verso l'importanza della vaccinazione è inoltre in corso la campagna di comunicazione Wikivaccini, il progetto di informazione di Regione Lombardia attraverso il quale le mamme e i genitori (ma anche i cittadini tutti) possono trovare risposte alle molte domande che ci si pongono al momento di vaccinare o vaccinarsi contro le malattie infettive.