Sono state depositate questa mattina al tribunale di Milano le motivazioni con le quali i giudici dell'undicesima sezione penale hanno condannato Alexander Boettcher a 23 anni di carcere per l'aggressione con acido a Stefano Savi e quella, tentata, ai danni di Giuliano Carparelli. Il broker, già condannato in secondo grado a 14 anni per l'aggressione a Pietro Barbini, secondo i giudici non avrebbe mostrato alcun "sintomo di pentimento e di rivisitazione critica dei propri comportamenti": da qui l'assenza di attenuanti e la condanna alla massima pena possibile.

La condanna di Boettcher era arrivata lo scorso 30 marzo: per gli stessi episodi l'ex compagna del broker, Martina Levato, era stata condannata a 16 anni. Nove anni e quattro mesi, invece, la pena per il complice della coppia dell'acido Andrea Magnani.

Proprio la relazione sentimentale "torbida e difficilmente decifrabile" tra Boettcher e Levato è alla base, secondo i giudici, delle aggressioni con l'acido avvenute a Milano nel 2014. Nelle 250 pagine di motivazioni depositate si sottolinea come il rapporto tra i due (che adesso si dovrebbe essere interrotto, stando ad alcune dichiarazioni di Martina), dapprima "basato sul sesso senza nessun coinvolgimento emotivo", abbia poi subito un "cambio qualitativo" dopo che Martina confessò ad Alex di aver avuto altre relazioni: "Solo gesti eclatanti l'avrebbero riscattata agli occhi dell'uomo", scrivono i giudici a proposito dell'ex studentessa bocconiana. In merito a Boettcher, invece, oltre all'assenza di segnali di pentimento i giudici hanno anche ravvisato il "difetto di qualunque positivo elemento". Da qui e dalla "gravità oggettiva delle condotte e per le conseguenze, sia per l'intensità massima dell'elemento soggettivo del dolo", la pena massima inflitta ad Alex, i cui legali adesso potranno presentare ricorso.