Il responsabile dell'accoltellamento di ieri alla stazione Centrale di Milano, Tommaso Bèn Yousef Hosni Ismail, aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook un video inneggiante all'Isis. La pubblicazione risale al settembre del 2016, come è emerso dalle indagini condotte anche con l'ausilio del pool antiterrorismo guidato dal magistrato Alberto Nobili. Il 20enne, nato in Italia da madre italiana e padre tunisino, aveva scritto a corredo del video: "Il più bell’inno dell’Isis che abbia mai sentito in vita mia".

Pare che comunque il 20enne Hosni non fosse inserito nelle liste dell'antiterrorismo tra gli aspiranti terroristi, anche se i poliziotti in servizio alla stazione Centrale, di cui il ragazzo era un frequentatore abituale, avevano notato negli ultimi tempi alcuni cambiamenti, forse sintomo di una sua radicalizzazione. Tra questi segni anche quello della barba lunga. Secondo il questore di Milano, Marcello Cardona, il 20enne era stato arrestato lo scorso dicembre proprio in Centrale per spaccio: "Hosni era stato in Tunisia fino al 2015. È una sorta di nomade che viveva in una specie auto".

Online il video dell'aggressione.

Intanto online è apparso il video che riprende l'aggressione di ieri. Le telecamere a circuito chiuso installate all'interno della stazione hanno ripreso gli istanti in cui il 20enne, alla richiesta di documenti da parte di un agente della Polfer e due militari, ha estratto due coltelli da cucina con manico in plastica ferendoli. I tre sono rimasti feriti in maniera non preoccupante, anche se due di loro sono ancora ricoverati: questa mattina hanno ricevuto la visita del questore, del prefetto e del sindaco di Milano.

L'aggressione ha scatenato polemiche in vista della marcia pro migranti "Insieme senza muri" che si terrà domani, 20 maggio. Il governatore Roberto Maroni ha chiesto di annullarla, provocando la piccata replica del sindaco: "Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell'ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti. Ciononostante a qualcuno fa comodo buttare questo atto criminoso sul conto dei migranti", ha scritto su Facebook, confermando poi che guiderà la marcia: "Invito tutti a una presenza pacifica che aiuti la riflessione su una tematica così rilevante. Infine, vedo alcuni che chiedono l'annullamento della marcia e ripenso a quanti erano in coda per rubare un selfie con il Papa nel corso della sua visita a Milano, salvo dimenticarsi all'istante l'insegnamento del Santo Padre. Forse un po' di coerenza non guasterebbe".